WhatsApp e la nuova politica sulla privacy: obbligo accettazione per l’utilizzo

[vc_row css=”.vc_custom_1610048402879{padding: 7% !important;}”][vc_column][vc_column_text]Nelle ultime ore negli account WhatsApp (applicazione di proprietà di Facebook dal febbraio del 2014) di milioni di utenti italiani  è comparso un avviso: intitolato «WhatsApp sta aggiornando i propri termini e l’informativa sulla privacy».
In sostanza la piattaforma sta chiedendo agli iscritti di accettare le nuove condizioni d’uso, in vigore da lunedì 8 febbraio. Nessuna sorpresa, dunque: l’intero aggiornamento ruoterà intorno all’impossibilità per l’utente di rifiutare la condivisione di informazioni relative al proprio account con Facebook per ricevere pubblicità personalizzata sul noto social network. Lo dimostrano in primis le sostanziali modifiche che verranno apportate all’informativa sulla privacy. La nuova versione, per esempio, non includerà più il paragrafo in cui si specifica che gli utenti «possono scegliere di non condividere le informazioni del proprio account WhatsApp con Facebook per migliorare le proprie esperienze con le inserzioni e i prodotti di Facebook» (qui la versione attuale).

WhatsApp, la piattaforma di messaggistica di proprietà di Facebook quindi ha aggiornato la sua Informativa sulla privacy. Tutti gli utenti hanno ricevuto un avviso, dicendo che il servizio ora condividerà i dati degli utenti con altre società di Facebook.
Ciò è in netto contrasto con quanto promesso inizialmente dalla società nel 2014 durante l’acquisizione da parte di Facebook, quando WhatsApp assicurò che il suo obiettivo è quello di sapere “il meno possibile”.
Anche se finora gli utenti hanno potuto scegliere di non utilizzare il servizio, a partire dall’8 febbraio, avranno una sola soluzione, se non vogliono che i loro dati siano di proprietà della società madre – disinstallare l’app e smettere di utilizzare il servizio.

Alcune delle informazioni che WhatsApp sta raccogliendo e condividerà includono dati sulla posizione, indirizzi IP, modello di telefono, sistema operativo, livello della batteria, potenza del segnale, browser, rete mobile, ISP, lingua, fuso orario e persino il codice IMEI. Ci sono anche le informazioni su come stai messaggiando, chiamando, a quali gruppi stai partecipando, lo stato, la foto del profilo, l’ultima volta che sei stato online, ecc.

WhatsApp ha anche aggiunto una sezione separata chiamata “Dati sulle transazioni e sui pagamenti” che specifica che la piattaforma elaborerà informazioni aggiuntive anche per i pagamenti, effettuati attraverso l’app. L’azienda sostiene che questo è a scopo di analisi, anche se fornirebbe i suoi identificatori unici ad altre società di Facebook.

L’informativa sulla privacy si sta diffondendo a livello globale, tuttavia, gli utenti che si trovano nell’Unione Europea hanno ricevuto una sola notifica. Grazie a una legislazione sulla privacy più severa, meglio conosciuta come GDPR, gli utenti di WhatsApp in 27 paesi europei non avranno i loro dati condivisi con terze parti.

Il contenuto dell’avviso recita: “Come parte della famiglia di aziende di Facebook, Whatsapp riceve informazioni da e condivide informazioni con questa famiglia di aziende. Possiamo utilizzare le informazioni che riceviamo [dalle altre aziende], e [le altre aziende] possono utilizzare le informazioni che condividiamo con loro, per aiutare ad operare, provvedere, migliorare, capire, personalizzare, supportare e commercializzare i nostri servizi e le loro offerte”.

L’azienda, contattata dall’agenzia di stampa AGI, fa sapere che i cambiamenti in realtà riguarderanno solo gli account ‘business’ iscritti al servizio: “Non ci saranno cambiamenti nella condivisione dei dati con Facebook in merito alle chat non business e alle informazioni sull’account e, per quanto riguarda la messaggistica aziendale, non stiamo imponendo agli utenti di condividere i dati”.

Da Facebook quindi viene smentito quanto circolato in queste ore, ovvero che il cambio delle norme sia finalizzato a far aumentare il numero di dati personali che dall’app di messaggistica finiscono al social network al fine di monetizzare maggiormente il servizio e aprirlo alle pubblicità dirette delle aziende. O almeno questo non succederà in Europa: “Non ci sono modifiche alle modalità di condivisione dei dati di WhatsApp nella Regione europea (incluso il Regno Unito) derivanti dall’aggiornamento dei termini di servizio e dall’Informativa sulla privacy”, continua WhatsApp in una nota ufficiale, che conferma di non condividere “i dati degli utenti WhatsApp dell’area europea con Facebook allo scopo di consentire a Facebook di utilizzare tali dati per migliorare i propri prodotti o le proprie pubblicità”.

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